StartupItalia Live! A caccia di normalità anche nella prevenzione vaccinale - Life
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Ultimo aggiornamento il 16 giugno 2020 alle 11:04

StartupItalia Live! A caccia di normalità anche nella prevenzione vaccinale

L’emergenza Covid potrebbe portare a una riduzione della consueta attività vaccinale preventiva, con il rischio che insorgano altre epidemie dovute a malattie prevenibili. Per questo è importante non sospendere le vaccinazioni di routine (e anzi, pensare a vaccinarsi contro l'influenza)

“Tsunami” è stata una delle metafore più usate per descrivere la pandemia di Covid-19, arrivata all’improvviso con una potenza tale da sconvolgere la vita dei quasi 8 miliardi di abitanti della Terra. Eppure, a ben vedere, una metafora ancora più appropriata potrebbe essere quella di un “terremoto che colpisce il mare”, il cui conseguente maremoto (o tsunami) si verifica solo dopo un certo lasso di tempo. Già, perché se in alcuni continenti come l’Asia e l’Europa l’epidemia sembra essere passata, non è detto che ora il “mare resti piatto”. E non solo per un’ipotetica seconda ondata di Covid. Come ha ricordato l’Organizzazione mondiale della sanità lo scorso marzo, l’emergenza potrebbe infatti portare a una riduzione della consueta attività vaccinale preventiva, con il rischio che passata la pandemia di Covid, arrivino altre  epidemie, dovute a malattie prevenibili.

La conferma dei dati

Il rischio c’è. Lo confermano i dati raccolti dall’OMS, dall’UNICEF, dal Gavi e dal Sabin Vaccine Institute, secondo cui, dallo scorso marzo, le vaccinazioni di routine dell’infanzia sono state ostacolate in almeno 68 paesi, rischiando di creare danni per  i circa 80 milioni di bambini di età inferiore a 1 anno che vivono in questi paesi. Più della metà (53%) dei 129 paesi in cui erano disponibili dati, ha riportato interruzioni da moderate a gravi o una sospensione totale dei servizi di vaccinazione durante i mesi di marzo-aprile 2020. “L’immunizzazione è uno degli strumenti di prevenzione più potenti, mai avuti nella storia della salute pubblica” aveva affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “L’interruzione dei programmi di immunizzazione, durante la pandemia Covid-19, ci mette a rischio di perdere decenni di progressi contro le malattie prevenibili con un vaccino, come il morbillo e la poliomielite”. In aggiunta Seth Berkley, Ceo di Gavi, aveva sottolineato come “il mantenimento dei programmi di immunizzazione non solo impedirà ulteriori focolai, ma garantirà anche di avere le infrastrutture necessarie per distribuire un eventuale vaccino Covid-19 su scala globale”.

 

La situazione Italiana

In Italia, come ha spiegato Antonietta Filia, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità, all’inizio della pandemia parte degli operatori sanitari – soprattutto chi lavorava nelle malattie infettive – è stata impegnata nella gestione della pandemia a discapito delle attività vaccinali di routine. “In Lombardia, le autorità regionali hanno consigliato la sospensione temporanea delle vaccinazioni di routine il 24 febbraio” spiega Filia. “Le quali sono poi riprese parzialmente dall’11 marzo, e totalmente dal 14 aprile. Le autorità hanno ribadito l’importanza di istituire un meccanismo per registrare i bambini che avevano perso alcune vaccinazioni, per dare loro priorità non appena i servizi fossero stati di nuovo disponibili”.

Ove possibile, le regioni e le province hanno mantenuto l’immunizzazione infantile come parte dei servizi sanitari essenziali, dando priorità alle dosi primarie di vaccino mentre le istituzioni hanno avvalorato il ruolo fondamentale dei servizi di immunizzazione di routine, che dovrebbero rimanere una priorità, per quanto possibile. Concetto ribadito anche dalle linee guida redatte dall’OMS Europa.

Distinguere Covid e influenza

A rischio però non sono solo le vaccinazioni di routine pediatriche, ma anche quelle dell’adolescente e dell’adulto, che hanno subito anch’esse un rallentamento. Secondo il Calendario vaccinale  (il piano che prevede per ogni età, i vaccini che andrebbero fatti) del ministero della Salute, tra le vaccinazioni per gli adulti previste dal calendario vaccinale c’è anche il richiamo difterite, tetano e pertosse che è raccomandato per tutti gli adulti anche quelli che non presentano situazioni di rischio. Inoltre chi ha più di 65 anni o i soggetti a rischio (chi ha malattie croniche, o chi è a contatti con soggetti a rischio) dovrebbe sottoporsi a vaccinazione anti-pneumococcica (causa della polmonite), anti-zoster (causa del “fuoco di Sant’Antonio”) e anti-influenzale. Quest’anno con ancora più motivazioni – soprattutto per quanto riguarda l’influenza stagionale – rispetto agli altri anni, anche per chi non rientra nelle categorie di rischio. La ragione principale è che se tutti o quasi si vaccinassero contro l’influenza, sarebbe più semplice per i sanitari distinguere i casi di Covid da quelli della patologia stagionale.

I vantaggi del vaccino antiinfluenzale

l vaccino contro l’influenza, come indicato da una circolare del ministero della Salute, non sarà obbligatorio, ma raccomandato e gratuito per tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e per tutti gli anziani a partire dai 60 anni d’età. Farlo permetterebbe di proteggere le persone a rischio dalle conseguenze dell’influenza, che in alcuni casi possono essere anche gravi e soprattutto portano a un indebolimento delle difese immunitarie, che possono aprire la porta al Sars-Cov2. Inoltre un’ipotesi su cui i ricercatori stanno ancora cercando di fare chiarezza è la possibile interazione crociata tra diversi vaccini. Per cui chi si vaccina contro altri patogeni, potrebbe innalzare una barriera anche contro Sars-Cov2. Come hanno ipotizzato diversi esperti, i bambini potrebbero aver sviluppato forme meno gravi di Covid-19 proprio a causa delle vaccinazioni infantili: come l’anti-meningococco, l’anti-pneumococco e il vaccino per il morbillo.  Tutti i vaccini infatti generanno una risposta aspecifica che aiuta le difese immunitarie a reagire anche contro patogeni diversi da quello per cui ci si vaccina.

La diretta di Life

In attesa del tanto atteso vaccino anti-Covid, vale forse la pena intervenire in tempo e già da ora andare a “caccia” di normalità anche per la prevenzione vaccinale.  Sarà questo il tema di una puntata speciale di StartupItalia Live dedicata alla prevenzione vaccinale. La potrete seguire sulle nostre pagine Facebook, Linkedin e YouTube il 15 giugno a partire dalle 15. Con Anna Gaudenzi, Gianpaolo Colletti, Laura Bruno, Sanofi Italia, Elena Bozzola, SIP, Italo Francesco Angelillo, SITI.

 

Sanofi Pasteur e StartupItalia dichiarano che gli autori dei post e gli speaker che prendono parte alle dirette hanno ottemperato agli adempimenti previsti in tema di conflitto di interesse.

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