A cento anni dalla nascita di Rosalind Franklin l’Agenzia spaziale europea e quella russa le dedicano un rover per Marte - Life
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Ultimo aggiornamento il 26 agosto 2020 alle 7:04

A cento anni dalla nascita di Rosalind Franklin l’Agenzia spaziale europea e quella russa le dedicano un rover per Marte

A causa di problemi tecnici e della pandemia la preparazione della sonda dovrà aspettare la prossima finestra di lancio nel 2022. Mentre la zecca inglese, in collaborazione con il King’s College, il 25 luglio ha presentato la moneta commemorativa da 50p con una elaborazione grafica della famosa “Photo 51”, al centro di uno dei più famosi casi di spionaggio scientifico

Il mondo deve molto a Rosalind Franklin, anche se pochi sanno quanto importante sia stato il suo contributo alla comprensione della struttura del DNA.

Era il 1953 e la 33enne Rosalind lavorava al dipartimento di biofisica del King’s College di Londra. Era arrivata a Londra dopo un periodo trascorso a Parigi durante il quale si era fatta una discreta fama nello studio dei cristalli disordinati grazie all’utilizzo dei raggi X. La tecnica nuova permetteva di sondare strutture molto piccole, invisibili ad un normale microscopio. Per l’ottimo motivo che le loro dimensioni sono molto minori della lunghezza d’onda della luce. I raggi X, scoperti a fine ‘800, sono radiazione elettromagnetica, esattamente come la luce, ma hanno lunghezza d’onda molto più piccola. Quindi permettono di “vedere” la struttura dei cristalli oppure delle grandi molecole organiche come le proteine.

L’attrito con il collega Maurice Wilkins

In Francia Rosalind aveva studiato la struttura del carbone. Ma al King’s College l’avevano assunta per portare la sua competenza nel campo difficile delle immagini in raggi X per capire la struttura delle proteine. Avrebbe dovuto lavorare con Maurice Wilkins ma tra i due erano subito scoccate scintille e Rosalind mise in chiaro che non avrebbe mai collaborato con il collega. Queste frizioni avevano contribuito a crearle la fama di persona scorbutica. Ma forse era solo una scienziata che voleva essere rispettata per quello che valeva. Cosa non sempre facile in un mondo prevalentemente maschile. 

La Photo 51

Insieme al suo studente Raymond Gosling, Rosalind si era concentrata sulla struttura del DNA, uno dei problemi più caldi del momento, e aveva ottenuto un’immagine a raggi X di cristalli di DNA che mostrava “in striking manner the features characteristic of helical structures” (in modo evidente i segni caratteristici delle strutture elicoidali).  L’immagine, nota come Photo 51, era conservata nel cassetto della scrivania di Rosalind, in attesa di essere pubblicata. Il lavoro, ed i risultati, di Rosalind non erano un segreto e il collega Maurice Wilkins era al corrente della foto che aveva una qualità molto superiore a quelle ottenute da lui in modo indipendente. Evidentemente Rosalind era più brava nella difficile tecnica delle immagini in raggi X.

Originale della Photo 51 è ottenuta con un’esposizione lunghissima (circa 100 ore) di una singola fibra di DNA posta a una distanza di 15 millimetri dalla fonte di raggi X in una piccola camera a umidità controllata. Le macchie scure sono dovute agli atomi che compongono la molecola di DNA: la distribuzione spaziale che emerge è compatibile solamente con una struttura a doppia elica. La foto fa parte dell’archivio di Linus Pauling, http://scarc.library.oregonstate.edu/coll/pauling/dna/pictures/sci9.001.5.html

Rosalind non era l’unica scienziata ad interessarsi del problema, Linus Pauling, che aveva capito la struttura elicoidale delle proteine e nel 1954 avrebbe ricevuto il premio Nobel in Chimica, aveva un modello con tre componenti elicoidali mentre James Watson e Francis Crick del Cavendish Laboratory di Cambridge stavano cercando di costruire un modello tridimensionale con due eliche, utilizzando tutte le informazioni che esistevano. I due furono molto incuriositi quando Wilkins descrisse loro la photo 51. Invidioso e chiacchierone: Rosalind aveva ragione a non volerlo intorno.

Comunque Watson decise di andare a trovare Rosalind che non sembrava affatto intenzionata a mostrargli la foto. Nella sua autobiografia (La doppia elica, pubblicato nel 1968), lui dice di avergliela strappata di mano. Uno sguardo era stato sufficiente per capire che la Photo 51 era la prova a supporto del modello a doppia elica che lui e Crick avevano in mente.

James Watson (a sinistra) e Francis Crick davanti al loro modello con la struttura del DNA

Si trattò di spionaggio scientifico?

Tuttavia forse la verità è diversa: potrebbe essere stato Wilkins a mostrare a Watson la Photo 51, approfittando dell’assenza di Rosalind che sarebbe stata completamente all’oscuro di questo spionaggio scientifico. È lo stesso Watson che, sempre nella sua autobiografia, dice “Rosy, of course, did not directly give us her data” (Rosy, ovviamente, non ci ha fornito direttamente I suoi dati) e, forse per proteggere Wilkins, aggiunge “none at King’s College realized they were in our hands” (nessuno al King’s College si accorse che quei dati erano in mano nostra). Non abbiamo la versione di Rosy, che non ha mai fatto parola della cosa.

Nel numero di Nature del 25 aprile 1953 vengono pubblicati tre lavori: il primo è quello di Watson e Crick con il loro modello sulla struttura del DNA, il secondo è di Wilkins ed altri con una foto (sfuocata) a raggi X di un acido nucleico ed il terzo è quello di Rosalind insieme al giovane Gosling che mostrano e commentano la photo 51.  Ovviamente, Watson e Crick non citano la Photo 51 perché ufficialmente non l’avevano mai vista.

Il famoso Nobel mancato

Rosalind non sembra essersela presa in modo particolare. Lascia il King’s College, dove non si è mai trovata bene, e si trasferisce al Birkbeck College dove si mette a studiare i virus del tabacco in collaborazione proprio con Watson e Crick, segno che tra loro non c’era acredine. Purtroppo lei muore pochi anni dopo a solo 37 anni per un cancro alle ovaie. La scomparsa prematura impedirà che le venga riconosciuto un ruolo nella scoperta del DNA ed il Nobel andrà nel 1962 a Watson, Crick e Wilkins.

Il centenario dalla nascita di Rosalind Franklin

Il centenario della nascita di Rosalind Franklin avrebbe dovuto essere ricordato in modo spettacolare. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) insieme a quella russa avrebbero dovuto lanciare alla volta di Marte un rover dedicato a lei. Purtroppo problemi tecnici, che in condizioni normali avrebbero potuto essere risolti, sono stati ingigantiti dalla pandemia che ha impedito i viaggi dei team tecnici e scientifici rendendo impossibile la preparazione della sonda che dovrà aspettare la prossima finestra di lancio nel 2022.

La zecca inglese, invece, in collaborazione con il King’s College, è stata perfettamente puntuale. Il 25 luglio, anniversario della nascita avvenuta un secolo fa, ha presentato la moneta commemorativa da 50p con una bella elaborazione grafica della Photo 51.

A onor del vero, il King’s College aveva già onorato la memoria di Rosalind dedicando a lei e a Wilkins un edificio del Campus e una biblioteca.

Chissà se a Rosalind avrebbe fatto piacere sapere che il King’s College, dove lei aveva trascorso due anni infelici, si è impossessato della sua eredità culturale. Forse avrebbe apprezzato la moneta, ma temo non avrebbe gradito di vedere il suo nome accoppiato a quello di Wilkins, un collega con il quale lei a malapena parlava.

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